Economia di Comunione, un nuovo stile di agire economico
E’ nel ’91, durante un viaggio di Chiara Lubich, presidente e fondatrice del Movimento dei Focolari, a San Paolo in Brasile che, davanti allo “scandalo di un mondo fatto di lussuosi grattacieli e di baracche disumane” si accende “la scintilla ispiratrice di quella che subito viene chiamata Economia di Comunione”.
Chiara Lubich si rivolge in modo specifico al mondo imprenditoriale, alla struttura di base dell’economia moderna: l’impresa. Propone un agire economico che coniuga economia e comunione, ispirato ad una nuova cultura, “la cultura del dare” antidoto alla “cultura consumista dell’avere”.
La novità è quella di suscitare aziende che destinino una parte degli utili ai più poveri, una alla promozione della cultura di condivisione, una terza parte è reinvestita nell’azienda stessa per la creazione di nuovi posti di lavoro.
Questa idea rimbalza immediatamente in tutto il mondo ed oggi sono oltre 700 le aziende produttive e di servizi di varie dimensioni che hanno raccolto questa sfida, alcune costituendosi appositamente, altre orientando all’economia di comunione il proprio operare. Infatti l’intero stile di agire economico, di gestione aziendale e di aiuti ai meno abbienti è ispirato alla comunione, alla reciprocità.
L’obiettivo è un futuro senza più indigenti.
Espressione tipica dell’economia di comunione sono i Poli imprenditoriali. In Italia, dal 2005 opera un polo imprenditoriale in Toscana ad Incisa, denominato “Lionello Bonfanti”. Vi si rapportano costantemente studiosi ed economisti che vi trovano originali “laboratori” di una economia rinnovata. Sinora sono sette nel mondo, in varie fasi di realizzazione. Il primo e più sviluppato sorge in Brasile, nei pressi della cittadella dei Focolari di Vargem Paulista (San Paolo).
Una peculiarità dei poli imprenditoriali di Economia di Comunione è quella di sorgere nei pressi delle cittadelle del Movimento dei Focolari, a completamento di quello che mira ad essere un bozzetto di una società rinnovata, improntata alla fraternità.
L’Economia di Comunione è anche novità dottrinale. Fin dall’inizio la riflessione culturale – tesi di laurea, articoli, monografie, convegni accademici – ha accompagnato l’esperienza concreta, e la dimensione vitale ha ispirato gli studi, dando luogo ad una reciprocità tra teoria e prassi che costituisce uno degli aspetti più tipici dell’EdC.
Per ulteriori approfondimenti, rinviamo al sito ufficiale dell’Economia di Comunione.



